lunedì 19 maggio 2008

Robert Rauschenberg



Un altro grande artista ha lasciato il mondo dell'arte...per ricordarlo al meglio cito il grande critico G.C. Argan:


''Rauschenberg chiama la propria pittura combine-painting, perchè si combina con cose vere: seggiole, gomme d'automobile, animali impagliati [...] le cose che entrano nei quadri di R. non sono trovate , ma conservate. Sono prese dallo studio del pittore, aspetti frammentari del suo paesaggio abituale. Il vero punto di partenza è la pittura-azione [...] R. è assillato dalla contraddizione della propria esistenza di artista in una società per cui l'arte non può più avere alcun significato. E' una società che conosce soltanto il presente e non ha pietà per ciò che non serve più, è passato.[...] L'artista non può che manipolare il passato, riutilizzare i rifiuti: salvandoli salva se stesso dalla condizione di rifiuto in cui la società lo respinge.[...] Per lui l'arte è l'ingresso nel disordine, nella dimensione dell'indistinto.

Viene il momento in cui la persona si dissolve, si identifica con quell'impasto di cose, con l'ambiente: allora la presenza del reale delle cose non fa che rivelare, proclamare la sua assenza. Questo, credo, è il senso tragico della pittura di R.; e della disperata denuncia , con l'inutilità del suo essere artista dell'inattualità, dell'impossibilità dell'arte.''

2 commenti:

Tiziana ha detto...

:O( Piango l'artista... a noi rimangono le sue opere, così meraviglisoamente innovative...

Alfa ha detto...

anch'io sono d'accordo con te..in questi ultimi anni ci stanno lasciando un pò tutti i grandi maestri..;(